Mara collabora dal 2022 con Christophe Pillet, designer francese di fama internazionale, noto per la sua raffinata ricerca formale e la sua predilezione per la semplicità. Su questi principi condivisi, l’azienda e il designer hanno dato vita a un progetto che arricchisce le collezioni Mara, orientandosi verso il mondo del contract e del residenziale.


La sofisticata tecnologia Mara ha dato forma al pensiero di Pillet, traducendolo in prodotti dall’eleganza essenziale, capaci di adattarsi a diverse tipologie di contesti, dall’ufficio alla casa.
Ogni pezzo diventa così un archetipo di design, che rivela la sua natura innovativa proprio nell’assenza di complessità apparente.

In Mara ho trovato un’idea molto moderna dell’uso della tecnologia. C’è, ma è accuratamente nascosta.
La meccanica sparisce e il prodotto risulta perfettamente funzionante. Questa semplicità, questa chiarezza e questa ‘maestria invisibile’ mi hanno fin da subito conquistato”
In Mara ho trovato un’idea molto moderna dell’uso della tecnologia. C’è, ma è accuratamente nascosta.
La meccanica sparisce e il prodotto risulta perfettamente funzionante. Questa semplicità, questa chiarezza e questa ‘maestria invisibile’ mi hanno fin da subito conquistato”


La cornice, infatti, oltre ad essere un dettaglio estetico, è funzionale a celare il sistema meccanico, così anche eventuali accessori di cui Foil può essere dotato, a partire dai pratici cassetti.

Volevamo realizzare un tavolo che potesse spaziare dai contesti office fino al residenziale.
La cosa che ho potuto fare come designer è un lavoro di proporzione, di disciplina,
di grafica: nascondere delle cose che solitamente si vedono. Di affermare delle cose che di solito sono assenti.
Questo lavoro sulla semplicità è quasi un lavoro giapponese: si lavora al mezzo millimetro, non si lavora sulla silhuette e sull’aspetto generale. Si lavora sulla. luce che fa lo spigolo, sull’aria che c’è tra due pezzi di lamiera e queste cose che sono quasi invisibili, l’addizione di questi elementi, diventano delle differenze abissali per me.
Volevamo realizzare un tavolo che potesse spaziare dai contesti office fino al residenziale.
La cosa che ho potuto fare come designer è un lavoro di proporzione, di disciplina,
di grafica: nascondere delle cose che solitamente si vedono. Di affermare delle cose che di solito sono assenti.
Questo lavoro sulla semplicità è quasi un lavoro giapponese: si lavora al mezzo millimetro, non si lavora sulla silhuette e sull’aspetto generale. Si lavora sulla. luce che fa lo spigolo, sull’aria che c’è tra due pezzi di lamiera e queste cose che sono quasi invisibili, l’addizione di questi elementi, diventano delle differenze abissali per me.


Con Mara abbiamo immaginato una dimensione office dove domina la quiete, dove lavorare bene è la priorità, dove il valore umano eguaglia, se non supera, quello dell’elemento arredo. La bellezza di Foil, infatti, è data anche dalla sua capacità di sparire nello spazio e lasciare alle persone il ruolo di attori protagonisti.
Con Mara abbiamo immaginato una dimensione office dove domina la quiete, dove lavorare bene è la priorità, dove il valore umano eguaglia, se non supera, quello dell’elemento arredo. La bellezza di Foil, infatti, è data anche dalla sua capacità di sparire nello spazio e lasciare alle persone il ruolo di attori protagonisti.










