«Mara Arena» al Salone del Mobile.Milano 2026: architettura dell'incontro

Al Salone del Mobile, uno spazio che si apre come una piazza contemporanea e si trasforma in un racconto intimo, tra relazione, materia e identità.

Al Salone del Mobile (Hall 22 — Stand A25), Mara ridefinisce il proprio linguaggio espositivo attraverso un progetto che mette al centro la relazione tra spazio, prodotto e visitatore. Lo stand, progettato da Ferruccio Laviani, si configura come un dispositivo architettonico capace di orchestrare diverse modalità di fruizione, introducendo una narrazione che si sviluppa per soglie, passaggi e cambi di atmosfera.

Salone del Mobile.Milano | Photo Andrea Mariani

Superata questa soglia, il progetto cambia registro. L’apertura della piazza lascia spazio a un ambiente più raccolto, quasi introspettivo, dove l’architettura si fa più intima e misurata.
Materiali naturali, superfici calde e tonalità materiche definiscono un paesaggio sensoriale in cui luce e colore dialogano con gli arredi: un equilibrio sottile tra spazio e oggetto in cui nessuno dei due prevale, ma entrambi concorrono a costruire un’esperienza coerente.

L’allestimento accompagna il visitatore attraverso diversi scenari abitativi – dall’ufficio al workplace, dall’hospitality al residenziale – in un percorso che lavora per sottrazione e precisione.

Tra le novità presentate al Salone: Aera, la nuova collezione di sedute pensata per attraversare contesti diversi – dall’ufficio al contract, dall’hospitality al residenziale – la nuova serie di tavoli Otto, l’ampliamento della collezione Elle e una limited edition che celebra i dieci anni di Argo Libro, uno dei best seller dell’azienda.

Marks

Uno spazio ben progettato non si limita a mostrare un prodotto, ma costruisce le condizioni perché quel prodotto venga compreso, vissuto e ricordato

Mara